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La Fura Dels Baus



“Dal primo momento in cui tutta la nostra equipe si è raccolta per iniziare ad ascoltare la prima nota d’apertura dell’Oro del Reno, abbiamo sempre avuto sensazioni positive, e come Wagner stesso, ci siamo lasciati portare dalle onde”

Carlos Padrissa
, fondatore della compagnia spagnola La Fura dels Baus dopo aver lavorato lungamente con l’equipe tecnica ed artistica del Teatro Comunale di Firenze per mettere in scena L’anello del Nibelungo di Wagner, sogna di rievocare il soggiorno del compositore tedesco nella città della Spezia, dove lo stesso compositore scrisse parte della sua opera, quando era in villeggiatura nello splendido Golfo dei Poeti.

Sarà la rievocazione dell’arrivo di Wagner nel Golfo a inaugurare il Festival della Marineria della Spezia.
Siamo improvvisamente alla sera del 5 settembre 1853 a La Spezia, dopo una traversata turbolenta... Salpa nel porto un’imbarcazione; Wagner è a bordo per dirigere ancora una volta l’Oro del Reno, opera prima dell’Anello di Nebilungo, alla quale succederà la Valchiria, Sigfried e infine il Crepuscolo degli Dei.

Niente rievocazione storica come la si intende generalmente! La griffe della compagnia, il famoso linguaggio furero avranno la meglio per trasformare una tradizionale rievocazione storica in un evento terribilmente attuale, sia nello sviluppo scenico che plastico, sia nel suo significato più profondo.
Parlando del benessere, Wagner diceva “esso consuma, tortura, prostra la vita
di milioni di poveri, costringe un intero mondo nelle ferree catene del dispotismo,
senza riuscire a spezzare le catene d’oro del tiranno. E’ l’anima dell’industria
che uccide l’uomo per usarlo come una macchina.”
Non è un caso, quindi, che La Fura dels Baus, oltre agli elementi scenografici storici della compagnia, utilizzerà per questa straordinaria rappresentazione la Langer Heinrich, la storica gru tedesca patrimonio archeologico post-industriale, recentemente ristrutturata e trasportata da Genova alla Spezia, in occasione della Festa della Marineria. La gru è simbolo di un epoca decaduta, nonché della forza dirompente del pensiero occidentale e della sua indistruttibilità.
Dalle acque sorgerà una sorta di vasca-aquario con 3 ondine, (personaggi tratti dall’oro del Reno) che con le loro acrobazie anfibie, simboleggiano il recupero dell’Oro, il Tesoro che poi sarà riportato al Reno. Dal Monte Parodi scenderà una figura epica, un gigante tratto da qualche leggenda nord europea (come da libretto di vari opere di Wagner) per richiamare alle anime ancestrali.
Dal albero del galeotto, Wagner si trasformerà in personaggio contemporaneo, che si presterà ad incarnare l’animo complesso, amato e poco compreso dello stesso compositore.
Un mondo romantico e leggendario ma anche un evento tra passato e futuro in cui lo stile furero invaderà il fronte a mare, sospesa tra cielo e acque, tra ieri e domani.
Il finale, che di consueto viene marcato da un fuoco d’artificio, sarà questa volta introdotto da rimorchiatori industriali in attività nel porto di La Spezia. Dietro le loro cascate di acqua nel mare: un immensa rete umana appesa a 85 metri sopra le onde del Golfo dei Poeti.